PREMIO S. PROTASO D’ARTE SACRA – XXXIV EDIZIONE 

“Il profeta Elia”

Verbale della Giuria

La Giuria della 34° Edizione del Premio d’Arte Sacra S. Protaso, composta da Paolo Rivera, Presidente del Centro Culturale San Protaso, coadiuvato da Chiara Rivera, insegnante d’arte, Davide Parenti, pittore e insegnante di acquerello, don Luigi Giussani, coadiutore della Parrocchia San Protaso e Gabriel Ventrice, responsabile della Sezione Letteraria del Centro Culturale San Protaso, ha preso visione delle 12 opere presentate al Concorso e rese anonime come da regolamento. Ciascun membro della Giuria ha valutato autonomamente i quadri e ha espresso il proprio giudizio, inclusivo dei punti assegnati, in una scheda di valutazione. Le schede di valutazione sono state raccolte dal Presidente, che ha calcolato il punteggio complessivo sommando i singoli punteggi e determinando di conseguenza la classifica risultante. Il Presidente ha anche sintetizzato i giudizi delle opere classificate ai primi tre posti e di quelle segnalate.

In base ai punteggi ricevuti sono risultate vincenti le seguenti opere.

1° Classificato: N. 8 “Elia rapito in cielo” di Annamaria Formica

Il lavoro si fa apprezzare per il riuscito intreccio materico dei colori e la delicata armonia degli stessi. Colori e forma creano un’atmosfera che esprime bene l’episodio rappresentato. Simbolico ed evocativo, esprime la luce del divino che svela la realtà. L’artista coglie il significato spirituale e cosmico del carro di Elia, che prefigura lo svolgimento della storia di salvezza compiutasi nei Vangeli: ci si stacca dalla terra per assurgere nei cieli dello Spirito.

2° Classificato: N. 7 “Elia e l’angelo” di Maddalena Succi

I forti colori nella figura sdraiata aiutano a rafforzare il momento meditativo o sognante. La composizione è equilibrata, con colori espressivi e una forma fresca e dinamica, che produce un forte impatto emotivo. È il divino che incontra l’umano.

3° Classificato: N. 9 “Le virtù del profeta” di Flavia Somasca

L’imponente figura è elaborata con gusto e con attenti giochi di colore e risulta viva e ben caratterizzata. È interessante la ricerca del dettaglio, un’intensità di particolari ben compaginati.

Vengono anche segnalate le seguenti opere.

N. 4 “Il profeta Elia” di Massimo Zangrando

Volto espressivo, fisionomia ben delineata, che trasmette una personalità potente. L’artista coglie con pungente maestria l’indole del profeta.

N. 2 “Elia e la vedova di Sarepta” di Mariarosa Tavazzani

Il contenuto dell’episodio è trasmesso efficacemente dai gesti, che esprimono, anche attraverso una bella unità cromatica, la concretezza della realtà attenta e attratta dall’evento che accade.

N. 6 “Elia e i corvi” di Celestina Perini

Il lavoro è modulato sulle intensità del marrone e del giallo che esaltano il motivo dell’episodio e il rapporto uomo-natura è visto come momento di fratellanza e aiuto tra le creature.

Milano, 11 gennaio 2018

 


 

Il Premio S. Protaso d’Arte Sacra

 

Nella Pasqua 1999, Giovanni Paolo II scrisse la Lettera agli artisti, mettendosi “sulla strada di quel fecondo colloquio della Chiesa con gli artisti, che in duemila anni di storia non si è mai interrotto”. E’ un dialogo “radicato nell’essenza stessa sia del­l’esperienza religiosa sia della creazione artistica” (n. 1).

Abbiamo cercato di imparare meglio qual è la speciale vocazio­ne dell’artista, a servizio della “bellezza che salva”, mantenen­dosi al servizio del bene comune, ispirandosi a Cristo Verbo incarnato, nel quale splende tutta la Bellezza di ogni verità, carità e giustizia.

Soprattutto con il “Premio Arte Sacra s. Protaso”, abbiamo inteso tradurre l’indicazione del Papa a proposito della Parola come ispiratrice dell’artista: “La Sacra Scrittura è dive­nuta una sorta di immenso vocabolario (Paul Claudel) e di atlante iconografico (Marc Chagall), a cui hanno attinto la cul­tura e l’arte cristiana. (…). Lo stesso Antico Testamento … ha acceso l’immaginazione di pittori, poeti, musicisti, autori di teatro e di cinema. (…). E che dire poi del Nuovo Testamento? Dalla Natività al Golgota, dalla Trasfigurazione alla Risurrezione, dai miracoli agli insegnamenti di Cristo,fino agli eventi narrati negli Atti degli Apostoli e prospettati dall’Apocalisse … innumerevoli volte la parola biblica si è fatta immagine, musica, poesia, evocando con il linguaggio dell’arte il mistero del Verbo fatto carne” (n. 5).

Così anche l’espressione artistica diviene una firma di evangelizzazione della ”Bellezza tanto amata” (s. Agostino), in tempi in cui l’uomo non si sente tanto attratto dalla Verità e dal Bene.

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